
Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia Matteo Renzi non si dimise dopo averlo promesso in caso di vittoria del No al referendum costituzionale del 4 dicembre del 2016
(LaPresse) «Una notizia che voglio confermare è che qualunque sia l’esito del referendum il governo andrà avanti. Questo perché il referendum è uno strumento che la Costituzione destina ai cittadini per riconoscergli un valore aggiunto in termini di indipendenza rispetto ai partiti che gli stanno più simpatici, quelli di riferimento. Poi se qualcun altro, il riferimento a Matteo Renzi è pienamente voluto, ha voluto legare l’esito del referendum alle dimissioni che poi tra l’altro nemmeno ha fatto, è un suo problema» . L’esponente di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli durante un incontro referendario a Roma (presente anche il ministro Carlo Nordio) cita sbagliando la caduta del governo Renzi dopo il referendum costituzionale. Matteo Renzi rassegnò le dimissioni da Presidente del Consiglio il 7 dicembre 2016, esattamente tre giorni dopo la vittoria del No nel referendum costituzionale del 4 dicembre dello stesso anno. L’annuncio delle dimissioni era stato dato il 5 dicembre, all’indomani del risultato.
19 marzo 2026
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