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Referendum in Trentino, il governatore Fugatti punge Fratelli d’Italia: «È suonato il campanello»

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di Marika Giovannini

La replica dei Meloniani: «Senza di noi la Lega non va da nessuna parte». Dopo la vittoria del «No», nervi tesi in casa centrodestra

Al termine della mattinata di lavori in consiglio del 24 marzo, all’uscita dall’Aula, Maurizio Fugatti ha dribblato i giornalisti sfuggendo veloce alle domande sul referendum. «Non commento» ha detto al volo il governatore. Confermando di fatto la linea del silenzio tenuta in questi giorni.
Eppure poco prima, in consiglio, una battuta sul referendum Fugatti se l’è lasciata scappare. Indirettamente, in realtà. Ma con un peso specifico tutt’altro che indifferente. Soprattutto in una coalizione di maggioranza che, negli ultimi mesi, appare tutto tranne che granitica. Durante l’informativa chiesta al presidente dalle minoranze sulla mozione di sfiducia alla meloniana Francesca Gerosa, infatti, di fronte ai riferimenti di Francesco Valduga (Campobase) al «campanello valoriale» che Fugatti aveva detto di aver voluto suonare sul caso Marchetto (in direzione di FdI), il governatore si è concesso un intervento fuori microfono. «Il campanello è già suonato ieri (lunedì, ndr)» ha detto il presidente della Provincia. Aprendo subito la ridda delle interpretazioni. Con il centrosinistra che ha contrattaccato. E con il centrodestra che non è rimasto indifferente.

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