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Referendum, il No schiera l’esercito dei «volti noti» per il rush finale: attori, scrittori, registi

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di Roberto Gressi

Da Germano a Mannoia, da De Cataldo a Foglietta: i nomi contro la riforma. Oggi in piazza con i leader, venerdì sul palco del M5S

Barak Obama l’ha sbranato il povero John McCain, con il suo «yes, we can» e i suoi testimonial, da Bruce Springsteen a Bob Dylan, da Oprah Winfrey a George Clooney. Pure Kamala Harris li aveva, e non scherzava con Beyoncé ed Eminem, più i 280 milioni di follower di Taylor Swift, solo su Instagram.
Ma Donald Trump l’ha ingoiata con un solo boccone, come fanno le balene con il plancton. Insomma, cronaca vuole che avere dalla tua un esercito di intellettuali, attori e cantanti non sia di per sé garanzia di successo.

 Leggenda racconta però che quando Grace Kelly partiva per un viaggio piena di bauli, seguisse un motto ineludibile: «Se ce l’hai, portalo». E pare sia questa la linea per il rush finale del Campo largo, o chiamatelo come volete, in vista del voto di domenica e lunedì per il referendum sulla giustizia. Come dire, con un classico: il No schiera la cosiddetta società civile. Non è una gara con il fronte del Sì, il centrodestra si è sfilato,

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