
di Emanuele Buzzi
L’ex ministro punge i suoi ex colleghi: in passato molti lo hanno sostenuto
«In realtà non ho ancora maturato una decisione: di sciuro però andrò a votare. Il referendum per noi è sempre stato lo strumento di democrazia più importante. Volevamo addirittura introdurre i referendum propositivi senza quorum»: Danilo Toninelli parla così del voto sulla riforma della Giustizia in programma a fine marzo.
L’ex ministro stellato punge i suoi ex colleghi di partito, schierati per il No. «Mi dispiace per chi contesta il sorteggio dei magistrati. In passato molti di loro lo hanno sostenuto». .
Al Corriere spiega: «Il sorteggio è l’antitesi del sistema di potere delle correnti». Ai suoi ex colleghi rimprovera il modo. »Chi sostiene il No lo sostiene anche per andare contro politicamente a Meloni. Ma allora andrebbe detto: “Io sono d’accordo con il sorteggio, ma voto no per indebolire Meloni”. Noi Cinque Stelle avevamo dei principi di coerenza e lealtà». A Radio Cusano Campus Toninelli ha attaccato: «L’Anm finanzia il No, perché non tira fuori i soldi anche il comitato per il Sì?». per poi aggiungere: «Conte è diventato il portavoce dell’Anm». Ora precisa: »c’è un motivo anche di merito per ostacolare




