di Renato Benedetto
Seggi aperti domenica 22 e lunedì 23, poi lo spoglio e gli exit poll. Non serve il quorum. Tre i cardini della riforma: separazione delle Carriere, i due Csm (con sorteggio) e Alta corte disciplinare. Partiti (e leader) alla prova
Sì o no, scelta secca. È un voto senza quorum, infatti, quello del referendum costituzionale per confermare o bocciare la riforma della giustizia: non importa che a partecipare sia il 50% o meno degli degli elettori, la consultazione è comunque valida.
Il quesito che si trova sulla scheda è, come sempre accade nei referendum, un elenco di articoli e commi che poco dice alla maggioranza degli elettori, ma può essere tradotto così: volete approvare oppure respingere la riforma che separa le carriere di giudici e pubblici ministeri, sdoppia il Consiglio superiore della magistratura e introduce un’Alta corte disciplinare?
Con una vittoria dei Sì, la riforma passa, in caso contrario viene bocciata. Indipendentemente, appunto, dall’affluenza e dalle percentuali.
Quando si vota per il referendum sulla giustizia
Seggi aperti domenica 22 marzo, dalle 7 alle 23, e lunedì 23 dalle ore 7 alle 15. Al seggio è necessario presentarsi con tessera




