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Referendum, Gian Carlo Caselli: «Festeggio con un bicchiere d’acqua. I magistrati continueranno a dipendere solo dalla legge e non dal governo»

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di Massimiliano Nerozzi

L’ex procuratore e la bocciatura della riforma Nordio: «È la vittoria della Costituzione, la legge resta uguale per tutti»

Gian Carlo Caselli, come festeggia la vittoria del no?

(sorride). «Con un bel bicchiere d’acqua: la moglie di un mio antico collega giudice istruttore aveva messo in fresco dello champagne, per festeggiare o per consolarci, ma non sono potuto andare».

Sorpreso del risultato?

«All’inizio avevo molti dubbi poi, stando ai sondaggi, c’era stato un recupero del no: e alla fine, anche questo impegno della Premier, oltretutto con argomenti semplicemente controproducenti, che mi ha confortato. Se si esponeva così, significava che il no stava andando forte, ci ha aggiunto una serie di affermazioni prive di consistenza».

«Il referendum è andato nel verso giusto e la Costituzione non è stata sfregiata, come sarebbe invece accaduto in caso di vittoria del sì».

Cosa significa questo voto?

«Che gli italiani sono affezionati alla Costituzione: sanno come è nata, sanno quanti sacrifici è costata, e parlo della lotta di Liberazione, sanno che ha funzionato, garantendoci democrazia, nonostante i limiti. E se ha una storia così nobile e gloriosa, che motivo avevamo di farla a pezzetti?»

Ha un peso

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