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L’ex presidente della Corte costituzionale contro il procuratore. E Nordio attacca il Csm
Roma «Il Consiglio superiore della magistratura è riuscito a comprimere il massimo numero di espressioni contorte nella minima credibilità del loro contenuto». Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, commenta caustico il documento sottoscritto da alcuni componenti del Csm in difesa del procuratore di Napoli, Nicola Gratteri. E il livello di scontro tra governo e magistrati, riscaldato dall’approssimarsi del referendum, continua a salire.
Chi bacchetta severamente Gratteri per il suo riferimento agli «indagati che voteranno tutti per il sì», è anche Augusto Barbera, ex presidente della Corte costituzionale, schierato per il sì: «In questo clima avvelenato le parole del procuratore Gratteri sono indecenti e al limite dell’eversione», dice l’eminente giurista in una intervista pubblicata sui canali social del comitato Sì riforma. «Se a dividere gli elettori italiani tra indagati e non indagati, imputati e non imputati, massoni e non massoni fosse un cittadino qualunque sarebbe un modo rozzo di fare politica. Se a farlo è il procuratore della Repubblica di Napoli è veramente una delusione ai limiti dell’indecenza». Gratteri torna sul merito delle sue parole che ritiene siano state «riportate con malafede». E




