di federico thoman
Siamo al quarto giorno di guerra dopo l’attacco israelo-americano all’Iran. E anche oggi la situazione sembra incendiarsi ulteriormente: Teheran ha colpito l’ambasciata Usa a Riad e minacciato l’Europa, mentre i raid dei suoi due nemici continuano a bersagliare proprio la capitale della Repubblica islamica. Lo Stato ebraico intanto ha annunciato l’inizio delle operazioni di terra in Libano contro Hezbollah, costola sciita e propaggine dell’Asse della resistenza forgiato dai pasdaran che ormai è stato quasi interamente spezzato.
Nel frattempo gli altri fronti caldi restano attivi. Oggi, sul Corriere, abbiamo un’intervista al presidente ucraino Volodymyr Zelensky. A Lorenzo Cremonesi ha parlato, per quasi un’ora, di tante cose: dalla situazione in Iran alle prospettive di pace con la Russia di Putin, che ha invaso il suo Paese quattro anni fa. Le crisi, invece di risolversi, sembrano accumularsi: fino a quando potranno restare relativamente «slegate» e non precipitare in un unico, grande conflitto?
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