
di Marta Serafini
Sei giorni di attacchi consecutivi. «La gente sta impazzendo»
Sei giorni di attacchi consecutivi con i droni a propulsione che viaggiano fino a 600 chilometri orari, tre volte più veloci dei droni Shahed, in combinazione con i micidiali missili Banderol.
Kiev è una città che non riesce più a vivere, stritolata nella morsa del Cremlino passato dai massicci bombardamenti notturni ai raid in ogni ora della giornata. «Suonano le sirene, poi o i droni spariscono o cadono o li abbattono e quindi senti la contraerea ed esplosioni o vedi fumo, poi dopo venti minuti di nuovo si ricomincia: la gente sta impazzendo, tutto è bloccato, tipo i grandi magazzini, devono buttare fuori la gente quando inizia l’allarme. Poi riaprono, poi richiudono. Nel giro di una giornata lavorativa avranno fatto su e giù 20 volte». A parlare è Claudia, traduttrice italiana che vive e lavora nella capitale ucraina e che ha vissuto ogni fase della guerra.
E non importa che ieri fosse il primo giorno di scuola in Ucraina. «I russi sono completamente folli, stanno trasformando i bambini in partecipanti alla guerra», denuncia il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. E aggiunge: «Nelle ultime due




