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Rai, dal cambio dei direttori agli attacchi sulla pandemia. Così Conte ha rotto gli indugi e «sacrificato» i suoi

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di Antonella Baccaro

Le mosse che hanno portato allo strappo in commissione di Vigilanza

Risalire al mandante dell’ammutinamento delle opposizioni in commissione di Vigilanza Rai richiede non farsi sviare da quanti oggi rivendicano l’idea come propria, dopo averne apprezzato l’effetto dirompente. Per esempio, è giusto dire che le dimissioni non sono un atto di resa ma il segnale che la campagna elettorale per le prossime Politiche è già iniziata. Ed è corretto far notare che il Campo largo ha trovato proprio nella Rai uno dei temi su cui non dividersi e accusare la maggioranza d’indebolire i presidi democratici. «In questo caso peraltro la famosa foto è allargata a Italia viva», fa notare orgogliosamente l’ex capogruppo Pd in Vigilanza, Stefano Graziano.

È un fatto inoltre che la bomba sia scoppiata alla vigilia della presentazione dei palinsesti autunnali Rai a Ancona, mentre fior di dirigenti si affannavano a prendere gli Intercity che di questi tempi, con gli allungamenti degli orari delle Frecce, sono i mezzi più rapidi per arrivare sull’Adriatico. L’occasione di sfruttare i riflettori puntati sull’azienda, rovinandole la festa, era troppo ghiotta. Ma sono state soprattutto le anticipazioni sulla prossima programmazione a convincere che la misura era colma:

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