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Quarant’anni fa l’Alfa Romeo passò alla Fiat (e non fu più la stessa) 

imageUNA DATA STORICA

Sono trascorsi quarant’anni, ma quella ferita, nel cuore di tanti appassionati dell’Alfa Romeo, non si è ancora del tutto rimarginata. Forse non si rimarginerà mai. Di certo, brucia ancora. È una ferita che ha il sapore amaro della delusione per un’occasione sprecata, della nostalgia per tutto quello che è stato prima e dello sconforto per quel che è accaduto dopo.

Stiamo parlando del fatidico (o famigerato: dipende dai punti di vista…) passaggio della casa milanese dall’orbita delle partecipazioni statali in cui ha gravitato sin dal 1933 al quello del gruppo Fiat, che la rilevò nel 1986 facendosi (in parte) carico dei debiti che il Biscione aveva accumulato negli anni precedenti. 

Nella foto qui sopra la Giulia, nata nel1962. FU LA SCELTA GIUSTA?

Con la vendita dell’Alfa Romeo alla Fiat, l’Iri (l’Istituto per la ricostruzione industriale creato da Benito Mussolini per salvare le banche e le industrie dopo la crisi del 1929 e in seguito divenuto un caposaldo della politica industriale italiana) si liberò di una zavorra che pesava per centinaia di miliardi delle vecchie lire sulle casse dello Stato.

Ma consegnare un “gioiello” come l’Alfa Romeo nelle mani di Gianni Agnelli fu la scelta giusta? È una

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