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Quando la Ford sfidò BMW e Mercedes, ma fallì

imageIL MOMENTO ERA QUELLO GIUSTO

Agosto 2010: con la vendita della Volvo al colosso cinese Geely, che l’acquista per 1,8 miliardi di dollari, la Ford si sbarazza dell’ultima “zavorra” che aveva fatto naufragare un progetto tanto faraonico quanto ambizioso: il Premier Automotive Group. Ma che cos’è stato e qual era il suo scopo? E perché è fallito? Per comprendere a fondo questa storia bisogna fare un passo indietro e raccontarla dall’inizio.

Siamo alla fine degli anni ’90, il settore dell’auto va a gonfie vele e sia in Europa sia negli Stati Uniti cresce la domanda per le auto di prestigio. Mercedes, BMW, Audi e Lexus cavalcano l’onda e fanno affari d’oro. Cominciano a lanciare un modello dietro l’altro, monopolizzando il mercato. Ma la torta è grande e la Ford, un colosso da quasi quattro milioni di auto all’anno, non vuole rimanere a guardare. Vuole sedersi al tavolo e prendersi la sua fetta.

IN EUROPA SI PARTE DA ZERO

Le Ford di maggior pregio, negli Stati Uniti, esistono già: sono le maxi berline del marchio Lincoln, che la casa di Detroit aveva acquistato nel lontano 1922. In Europa, invece, bisogna partire da zero. Ma come fare? La Ford si era costruita

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