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Quando il tè diventò femminile: la rivoluzione partita dalle corti europee

Il tè, o anche thé in francese, è una bevanda originaria della civiltà cinese che, nel 2737 a.C. venne scoperta, dall’infusione spontanea in acqua calda delle foglie di Camelia Sinensis, da Shennong. La Camelia Sinensis è un arbusto che deve rimanere sempre ad un altezza di massimo due metri, per potere da esso raccogliere le foglie che poi serviranno a creare il . La raccolta della foglia ha luogo tre volte l’anno: la prima in aprile; la seconda al principio dell’estate; la terza verso la metà dell’autunno. Il tè è stato menzionato per la prima volta dal domenicano portoghese Gaspar da Cruz che, inviato in Cina, nel 1550 scriveva: “A chiunque visiti la casa di un cinese di rango elevato è usanza offrire su un bel vassoio, in tazza di porcellana, una specie di acqua che chiamano “cha”, rossiccia e molto terapeutica”. Importato in Europa da portoghesi e olandesi, a Londra il primo a vendere il tè in una coffee house fu Thomas Garraway nel 1657. Linneo nel maggio 1753 denominò la pianta come Thea Sinensis. Dal 1834 i britannici introdussero la coltivazione e la produzione di

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