Nel 1996 gli azzurri vicecampioni del mondo fecero visita ad una nazionale neonata ed appena uscita da un disastro epocale: ad allietare la festa degli ex jugoslavi arrivò anche la vittoria di Salihamidzic e c.
Giornalista
31 marzo – 12:59 – MILANO
Non era stata una partita come le altre, non sarà una partita come le altre. A distanza di 30 anni il fato ha rimesso di fronte Bosnia e Italia: diversi gli scenari, diversi i protagonisti, diversa la posta in palio. Ma un comune denominatore c’è e sta nell’eccezionalità dei due eventi: nel 1996 l’Italia vicecampione del mondo fece visita ad una nazionale neonata, in un Paese appena uscito da una guerra fra le più cruente e sanguinose dell’era contemporanea, in un gesto più simbolico che sportivo, stasera le due rappresentative si affronteranno per giocarsi un posto al Mondiale 2026.
la vigilia—
A maggior ragione suonano sterili e vuote le polemiche e il dissing che hanno intriso i giorni della lunga attesa del match di stasera, dalle illazioni di arroganza alle accuse di spionaggio. Ed un plauso a Dzeko e Gattuso, che hanno invece riportato




