
Siamo abituati a valutare la sicurezza di un’auto dal numero di airbag o dai sistemi di frenata assistita. Eppure, spesso ignoriamo un pericolo che portiamo a bordo noi stessi: gli oggetti non fissati. In caso di incidente o di una brusca frenata, tutto ciò che non è ancorato si trasforma in un proiettile potenzialmente dannoso.
LA FISICA NON PERDONA: IL PESO CHE SI MOLTIPLICA
Il concetto è semplice ma spaventoso: la forza d’inerzia. In caso di collisione a soli 50 km/h, un oggetto libero nell’abitacolo colpisce con una forza pari a 30-50 volte il suo peso reale. Questo significa che uno smartphone da 200 grammi può colpire un passeggero con la forza di un mattone da 6-10 kg. Una bottiglia d’acqua da un litro e mezzo sui sedili posteriori? Diventa un oggetto da oltre 50 kg che punta dritto alla nuca di chi siede davanti.
LA “LISTA NERA” DEGLI OGGETTI COMUNI
Cosa teniamo solitamente sui sedili o sulla cappelliera? Ecco i rischi più frequenti:
Smartphone e tablet: spesso lasciati sul sedile del passeggero, sono i primi a volare ad altezza viso.
Ombrelli e borse della spesa: riposti sulla cappelliera posteriore, in caso di impatto frontale viaggiano indisturbati verso il




