Home / Economia / Private credit, rischi e liquidità: perché il boom dei prestiti privati preoccupa i mercati

Private credit, rischi e liquidità: perché il boom dei prestiti privati preoccupa i mercati

di Ferruccio de Bortoli

Il mercato del private debt cresce fino a 1,7 trilioni negli Usa: meno pericoloso dei subprime, ma tra leva, fondi illiquidi e pressioni sui riscatti emergono nuove fragilità

La dimensione del mercato del private credit è stimata, negli Stati Uniti, tra 1,5 e 1,7 trilioni di dollari. Non è poco. Ma la percentuale, rispetto al valore complessivo dell’economia americana (prodotto lordo nominale di 31,4 trilioni nel 2025), è inferiore al 5%. Quando nel valutarne l’importanza e la pericolosità sistemica si fa riferimento alla crisi dei subprime del 2007-8 bisogna ricordarsi che la proporzione era assai diversa. I mutui ipotecari concessi all’epoca a soggetti con garanzie volatili e incerte valevano intorno a 1,3 trilioni, cifra dunque non distante dalla valutazione attuale dei prestiti extra bancari a soggetti diversamente a rischio, ma l’economia americana, al picco della globalizzazione finanziaria, valeva (14,7 trilioni nel 2008) meno della metà di oggi.
Una riflessione a margine riguarda il paragone con l’Unione europea, il cui prodotto lordo complessivo, con il Regno Unito, era alla vigilia della grande crisi finanziaria superiore a quello degli Stati Uniti: oltre 16 trilioni di dollari. Nel 2025 ha superato a malapena, senza il Regno

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: