
di Maria Teresa Meli
Nuovo caso su Kiev. Patuanelli (M5S): se vinciamo stop alle armi. Sensi (Pd): le daremo ancora
ROMA – È un classico del centrosinistra: prima della leadership, bisogna parlare dei programmi. Lo ripetono tutti i leader di quell’area da anni, per non dare l’impressione di essere come il centrodestra dove il «mito del capo» è assai in voga. E anche questa volta non fa eccezione. Dice Elly Schlein, ospite di Piazza Pulita, su La7: «Oggi le primarie non sono la nostra priorità. Se ci chiudiamo in un dibattito politicista tra di noi tradiamo le aspettative di chi ha votato No».
Ma non è che la scelta del programma sia più semplice di quella del leader. Tutt’altro. È sufficiente ascoltare le dichiarazioni di ieri di Stefano Patuanelli a Radio24 per capirlo. «Credo che con noi al governo ci fermeremo con gli aiuti militari all’Ucraina», dice l’esponente del M5S, dimenticando forse che il suo principale alleato, ossia il Pd, ha sempre votato sì ai decreti per inviare le armi a Kiev. Glielo ricorda Filippo Sensi: «Patuanelli crede che “con noi al governo ci fermeremo con gli aiuti militari all’Ucraina”. Con loro di certo, sapendo bene da




