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Primarie, Salis ribadisce il suo no. Le mosse di Schlein e lo stop di Conte al ballottaggio

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di Claudio Bozza

Nel Campo largo difficili trattative sulle regole. La sindaca di Genova non si candiderà, per i riformisti le ipotesi Manfredi o Gabrielli

Cantiere primarie. Complice la pausa di Ferragosto, nel Campo largo ci si muove con i piedi di piombo per preparare la sfida ai gazebo, da cui dovrà uscire il candidato premier anti Meloni. Nel centrosinistra la partita è un rompicapo, pieno di tensioni tra i due principali azionisti di riferimento: Elly Schlein e Giuseppe Conte. 

La candidatura alle primarie della segretaria del Pd e del leader del Movimento Cinque stelle sembra essere, al momento, l’unica certezza. Mentre da fonti vicine a Silvia Salis, la più corteggiata esponente dell’ala riformista del potenziale Campo largo, continuano ad arrivare conferme: non sarà la terza candidata, si ribadisce con forza. E non è una variabile da poco, visto che, numeri alla mano, difficilmente Partito democratico, M5S e Alleanza Verdi-Sinistra supererebbero il 40%, fatidica soglia per vincere le elezioni. 

La sindaca di Genova, anche ieri, ha ribadito ai suoi che manterrà fede a quanto detto finora e che non parteciperà alle primarie. Difficile, a questo punto, che cambi approccio, a meno che nei prossimi mesi

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