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«PresaDiretta», inchiesta sulle sfide quotidiane della giustizia: cronaca di un fallimento

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di Aldo Grasso

Uffici con carenze del personale amministrativo fino al 60%; atti processuali che si snodano per chilometri e chilometri, udienze fissate persino al 2032

La parte più interessante della nuova stagione di «PresaDiretta», il programma di Riccardo Iacona, era racchiusa nell’anteprima: un viaggio di Lisa Iotti tra procure, corti d’Appello, tribunali per i minorenni e uffici dei giudici di pace, da Alessandria a Gallarate, fino a Roma e Milano, per descrivere lo stato pietoso in cui si trova a operare la Giustizia (con la maiuscola) italiana, su Rai 3.

Uffici con una carenza di personale amministrativo che arriva fino al 60 per cento; strutture in cui gli atti dei procedimenti si accumulano per chilometri; sedi con udienze fissate addirittura al 2032.

Le sfide per centrare, entro giugno, gli obiettivi del Pnrr e i paradossi di un’innovazione tecnologica che dovrebbe migliorare il funzionamento del sistema giustizia, ma che spesso finisce per complicarlo.

Situazione drammatica ad Alessandria, dove il tribunale, su un organico amministrativo di 103 unità tra funzionari, cancellieri e assistenti, opera con meno della metà del personale.

È la situazione peggiore di tutto il Piemonte, dove comunque la scopertura media è del 40

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