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«Presa diretta» : lo stato vergognoso della giustizia italiana

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Brividi assicurati davanti allo schermo, non per un thriller, ma per una semplice puntata di “Presa Diretta” su Rai3, condotta da Riccardo Iacona. Il programma ha squarciato il velo su una giustizia italiana allo sbando, un sistema che incute timore più di qualsiasi reato: edifici fatiscenti, carenza cronica di personale, processi digitali che invece di accelerare le pratiche le ingolfano in un caos cartaceo-informatico.
Il fallimento del Processo Telematico, pensato per modernizzare tribunali e carceri, si rivela un disastro epocale. Sovrapposizione tra fascicoli di carta e archivi digitali, intasamenti infiniti: il risultato sono sentenze che si allungano all’infinito, trasformando la giustizia in un calvario imprevedibile. Non si tratta di giudici “incapaci”, ma di un’emergenza strutturale che penalizza imputati, vittime e cittadini onesti.
A occuparsene – chiosa Aldo Grasso –  dovrebbe essere il ministro Carlo Nordio. Eppure, i fatti raccontati da Iacona – con testimonianze dirette da procure e carceri – gridano l’urgenza di interventi concreti: investimenti in personale, manutenzione degli edifici, una digitalizzazione che funzioni davvero. 

18 febbraio 2026

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