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«Possiamo assorbire lo choc». Ma poi Giorgetti evoca la sospensione dei vincoli Ue

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di Federico Fubini

Il ministro: se la crisi si protrae bisognerà discutere sul Patto di Stabilità

Giancarlo Giorgetti non pensa che le tensioni su petrolio e gas giustifichino, per ora, scostamenti di bilancio. Al contrario, il ministro dell’Economia resta determinato a reagire a sostegno di famiglie e imprese con «prudenza e responsabilità», ma capisce che la situazione potrebbe cambiare: se la crisi a Hormuz dovesse protrarsi, pensa, si dovrà ripensare alla clausola sulle «circostanze eccezionali» che permette di sospendere i vincoli europei di bilancio. Anche perché l’alternativa sarebbero dei conflitti distributivi all’interno di ogni Paese: come quello che sta deflagrando in Italia per gli 1,3 miliardi in origine destinati agli sgravi di Transizione 5.0 e ora per due terzi congelati dal governo, nell’ipotesi di concedere nuovi sussidi a imprese e famiglie consumatrici di energia.

Giancarlo Giorgetti ieri al Forum Teha di Cernobbio ha discusso il rischio di una nuova crisi sulle bollette e i carburanti, senza minimizzare. «Avevamo una traiettoria (economico-finanziaria, ndr) e poi è arrivato uno choc esterno paragonabile alla crisi ucraina – ha detto –. Ciò induce a fare riflessioni sul da farsi nel prossimo futuro tenendo conto dei vincoli di bilancio». La chiusura di

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