L’ex tecnico del Mantova raccoglie l’eredità di Castori: “L’allenatore conta solo il 30%, il resto è dei giocatori”
Il Südtirol ha cambiato strada. Con una brusca virata filosofica. Un nuovo ds, Matteo Lovisa, reduce dai fasti della Juve Stabia. E un nuovo tecnico, Davide Possanzini, che nelle prime due stagioni al Mantova ha allineato bel gioco e grandi risultati (prima dell’esonero nello scorso campionato). Già, il “dezerbiano” Possanzini. Schietto e mai banale.
Davide Possanzini
Ex attaccante
Con De Zerbi a Foggia, Palermo, Benevento, Sassuolo e Donetsk. In proprio ha vinto la C a Mantova nel 2024 ottenendo poi la salvezza in B.
Perché ripartire dal Südtirol?
“Mi ha convinto la telefonata col ds Lovisa e il dt Fink. Mi hanno esposto la loro idea, quella di provare uno step ulteriore nell’ambito della proposta di gioco. Ho percepito chiarezza e convinzione nelle loro parole, mi ci sono ritrovato”.
Südtirol anno zero, dunque. È una rivoluzione?
“Direi più un’evoluzione. Detto che questo club è da cinque stagioni in B e quindi di buono è stato fatto tanto. Un patrimonio che non va disperso, spero di riuscire ad attaccarne un altro pezzo”.
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