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Pos e registratori telematici, multe fino a 4 mila euro e rischio chiusura per errori del cassiere

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Le sanzioni scattano per errata indicazione dei pagamenti e per mancato collegamento. Incrocio automatico dei dati e sospensione fino a sei mesi in caso di recidiva

Il suono è sempre lo stesso: il bip del pagamento che va a buon fine. Ma ora dietro quella conferma elettronica, si muove un sistema di controlli molto più strutturato di quanto accadesse in passato. L’integrazione tra Pos e registratori telematici segna un passaggio decisivo nella tracciabilità dei corrispettivi, con un impianto sanzionatorio che sposta l’attenzione direttamente sul banco cassa.

Il nuovo assetto, definito dall’Agenzia delle Entrate, punta a far dialogare in modo stabile due flussi informativi: da una parte i dati dei pagamenti elettronici comunicati dagli acquirer (che stipulano i contratti di gestione dei Pos), dall’altra quelli trasmessi quotidianamente dagli esercenti tramite i registratori telematici. L’obiettivo è semplice: rendere coerente quanto incassato con quanto dichiarato.

L’errore umano che diventa sanzione

La complessità, però, non sta nel principio ma nell’operatività. Nei casi in cui il Pos non sia fisicamente integrato con il registratore, l’operatore deve indicare manualmente la modalità di pagamento: contanti oppure carta. Un errore in questa fase – una digitazione frettolosa, una svista

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