
di Gabriele Guccione
L’ultimo report della Corte dei conti fotografa una situazione di luci e ombre: sono stati assegnati 17 miliardi di euro, «i progetti presentano uno stato di attazione globalmente soddisfacente» ma serve «completare l’ultimo miglio»
Il sogno di un nuovo rinascimento alpino per Elva rischia di scontrarsi con lungaggini burocratiche, appalti da rifare, difficoltà a seguire contemporaneamente undici diversi cantieri. E non perché manchino i soldi, anzi: al borgo di 79 abitanti sono stati assegnati 20 milioni di euro, con l’obiettivo di costruire una nuova capitale alpina, tra scuole universitarie di apicoltura, centri studi sulla pastorizia, un nuovo osservatorio astronomico, una rete di teleriscaldamento a biomasse.
Quello del piccolo centro della Valle Maira che custodisce uno dei tesori più preziosi del Piemonte, la cosiddetta «Cappella Sistina delle Alpi» affrescata da Hans Clemer, è solo l’esempio più lampante della strada in salita che porta alla realizzazione completa del Pnrr entro la scadenza del giugno 2026. Ma non è il solo: i progetti per la produzione di idrogeno nelle aree industriali hanno richiesto una rimodulazione dopo la rinuncia di alcuni operatori, gli interventi sulle infrastrutture idriche sono ancora fermi nelle fasi di gara. E così, la corsa




