In principio fu la birra. Alla spina o in bottiglia, torreggiava sicura accanto alla vostra pizza. Altri tempi ma, soprattutto, altre pizze. Tovagliette di carte, caos totale e nessuno che sapesse nulla di lievitazione, topping, cornicioni. Il pizzaiolo stesso era un personaggio oscuro, un volto che si intravedeva dietro il banco e vicino al forno, maglietta bianca e cappelletto in testa. Doverosa precisazione: non soffro di nostalgia, nonostante i capelli bianchi. Tutt’altro: alcune di quelle pizze divorate dopo una partita di calcetto le devo ancora digerire mentre mi travolge il ricordo di impasti approssimativi, salse di pomodoro ambigue, mozzarelle che avevano dato il meglio di sé giorni prima.
Slevin
La Pizzeria Clementina a Fiumicino
La Pizzeria Clementina a Fiumicino Per carità, non sono nemmeno un fan di alcune esagerazioni che caratterizzano i giorni nostri ma tra i due estremi preferisco sentire chiamare “Maestro” uno che mi presenta una buona pizza piuttosto che sedermi sulla macchina del tempo e ritrovarmi negli anni Settanta/Ottanta/Novanta




