di Alessandro Sala
Primo bilancio dell’applicazione della Legge Brambilla, entrata in vigore il 1° luglio. Per le condanne bisognerà attendere i tempi processuali. «Ma il clima è già cambiato e in meglio»
Aumentano le denunce; è cambiato il modo in cui vengono valutati, anche da parte di forze dell’ordine e magistratura; gli animali vittime di maltrattamento non vengono più lasciati ai loro aguzzini in attesa del processo ma possono essere dati immediatamente in affidamento definitivo. Il 2025, sul fronte degli animali, è stato l’anno che ha visto l’entrata in vigore della legge 82, la «legge Brambilla», che ha inasprito le pene per tutti i reati contro gli animali prevedendo condanne maggiori e l’affiancamento di sanzioni pecuniarie che hanno un forte valore deterrente.
Dal punto di vista delle condanne è ancora presto per un bilancio, sia perché i reati commessi prima del 1 luglio, quando le nuove norme sono diventate legge, sono ancora giudicati in base alle norme precedenti, sia perché i nuovi casi per cui la legge trova applicazione non sono ancora andati a processo e sicuramente non ancora a sentenza. «Ma che il vento sia già cambiato è un dato di fatto – commenta Michela Vittoria Brambilla, presidente




