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Pirelli, i cinesi di Sinochem studiano un bond convertibile per ridurre la quota ed evitare problemi negli Usa

di Francesco Bertolino e Federico De Rosa

L’operazione allo studio potrebbe riguardare fino al 15% del capitale del produttore di pneumatici. La lettera alle banche, il golden power e le autorità americane

Sinochem prova a giocare la carta del bond convertibile per superare l’impasse in Pirelli. Secondo più fonti, il colosso cinese, primo azionista con il 34% del capitale della Bicocca, sta valutando l’emissione di un’obbligazione con sottostante una parte consistente — fra il 10 e il 15% — della sua partecipazione nel produttore di pneumatici.
In questo modo, la quota di Sinochem scenderebbe al di sotto della soglia di maggioranza relativa, riducendo la sua influenza su Pirelli e, quindi, evitando restrizioni alla vendita delle «gomme intelligenti» negli Stati Uniti.

La lettera alle banche

 Al contempo, però, l’emissione di un bond convertibile consentirebbe al gruppo cinese di mantenere l’opzione di rientrare in possesso dell’intera partecipazione attraverso il rimborso del bond alla scadenza, quando, magari, i rapporti fra Washington e Pechino saranno meno tesi, salvaguardando così il valore dell’investimento. Contattata, Sinochem non ha commentato l’indiscrezione. Il gruppo cinese avrebbe però già invitato quattro-cinque banche d’affari — tutte europee — a proporsi per gestire l’eventuale collocamento. Fra gli advisor destinatari

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