
… CHE DIO PERDONA A TUTTI. Nelle sale
Lo spirito, la fede, il peccato, il perdono, la redenzione. Temi alti, oggi all’onor del mondo in subbuglio, che un uomo di cinema non banale e dal tocco vellutato come Pif (Pierfrancesco Diliberto) affronta in … Che Dio perdona a tutti con il sorriso sulle labbra, avendo in testa modelli come Moretti e Troisi, cercando la chiave della satira sociale, con lo scopo di intercettare i cambiamenti della morale e del costume dell’Italia cattolica. La storia è ripresa dal romanzo omonimo di Pif (Feltrinelli, 2018). Protagonista è un soave Peter Pan ateo / agnostico che incrocia l’amore della sua vita, una devotissima pasticciera e per lei si converte fino a diventare una specie di masaniello delle ipocrisie para religiose. C’è di mezzo anche un Papa, realtà o illusione che sia, ispirato a Francesco in quanto argentino, una bell’anima oltre i codici e le convenzioni ecclesiastiche, capace di comprendere le capriole dell’amore e di declinarle con i precetti del Vangelo e l’etica del buon cristiano. (Sui titoli di coda vedremo poi il vero incontro di Pif con il Pontefice, quando gli anticipò l’intenzione di scrivere un libro e di farne un film).
Ma andiamo




