di Adriano Barrì
Favoriti i titoli con ricavi nella valuta Ue e costi espressi nella moneta Usa, come Enel, A2A, Ovs, De’ Longhi, BasicNet. Per chi fattura a stelle e strisce la sfida è più ardua
Il rafforzamento dell’euro sul dollaro torna al centro del dibattito sui mercati dopo l’indicazione da parte della Casa Bianca del nuovo governatore della Federal Reserve e può avere conseguenze concrete anche per Piazza Affari. Non si tratta solo di una dinamica politica, ma di una scelta strategica globale che ovviamente i grandi gestori stanno rendendo esplicita nelle proprie scelte di portafoglio. Tra questi Patrick Brenner, chief investment officer Multi Asset di Schroders, il quale ha dichiarato di mantenere una visione negativa sul dollaro statunitense, alla luce dei rischi di una banca centrale Usa accomodante per motivi politici, e di restare lungo sull’euro contro il biglietto verde. Una posizione che riaccende i riflettori sul rischio cambio per le società quotate in Italia. Un’analisi de L’Economia del Corriere evidenzia quali titoli dell’indice Ftse Mib possano risultare più esposti a uno scenario di euro forte e quali, al contrario, potrebbero trarne beneficio o quantomeno siano poco sensibili alle dinamiche valutarie tra i due continenti.




