di Federico Fubini
il mercato mondiale del petrolio si è spezzato in due: il greggio della varietà «Oman», prima allineato al Brent, ora è di 30-40 dollari superiore. Fino a quando il petrolio del Golfo sarà definitivamente esaurito in Asia
Fino a subito prima di questa guerra del Golfo il petrolio di varietà Brent, un indice di riferimento legato in gran parte al greggio dell’Atlantico del Nord, trattava sul mercato a prezzi leggermente inferiori alle varietà di greggio di Golfo: l’Oman e il Dubai, i due indici che invece riflettono le quotazioni dei barili di Paesi come gli Emirati Arabi Uniti e gran parte degli altri in Medio Oriente.
Le quotazioni
Questo rapporto di forze oggi non solo si è ribaltato, ma si è stravolto. Alle quotazioni di questa mattina il Brent vale 114 dollari al barile, il Dubai 136 dollari e l’Oman 153 dollari. In apparenza, si tratta di un’evoluzione (relativamente) positiva per i consumatori europei: il petrolio che viene bruciato in questa parte del mondo è sì diventato più caro con la chiusura dello Stretto di Hormuz, ma molto meno di quanto siamo aumentate le varietà di greggio del Golfo comprate soprattutto in Asia.




