La fine degli anni novanta ha rappresentato il momento d’oro nella gloriosa carriera di Emmanuel Petit. Pilastro insostituibile nel centrocampo dell’Arsenal di Arsene Wenger, il fuoriclasse francese ha conquistato lo storico Double nel 1998, laureandosi poi campione del Mondo e d’Europa con la maglia della sua Nazionale. Eppure, nell’estate del 2000, proprio all’apice del successo, arrivò una scelta di vita che stravolse tutto in negativo, ovvero l’addio all’Inghilterra per trasferirsi al Barcellona. Il motivo fu esclusivamente sentimentale. Come confessato dall’opinionista, il trasferimento avvenne unicamente per assecondare l’allora compagna, l’attrice Agathe de la Fontaine, che preferiva nettamente vivere in Catalogna. Una mossa azzardata, dettata dall’amore, che si è purtroppo rivelata la rovina totale della sua carriera sportiva e della sua serenità personale.
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L’incubo al Camp Nou e le spaccature nello spogliatoioIl tanto atteso approdo al Camp Nou si trasformò velocemente in un autentico incubo sportivo. L’allenatore blaugrana dell’epoca, Lorenzo Serra Ferrer, dimostrò di non conoscerlo affatto, schierandolo inspiegabilmente fuori ruolo e piazzandolo in difesa. I frequenti problemi fisici e uno spogliatoio spaccato a metà dalle pesanti tensioni tra calciatori catalani e olandesi fecero il resto. Dopo appena ventitré




