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Perché non resistiamo a snack e dolci (anche da sazi)? La risposta è nel cervello

Popcorn (o dolci) dopo cena, luci basse, un film che inizia o una partita che entra nel vivo. La cena è finita da poco, lo stomaco è pieno, eppure la mano torna nella ciotola quasi per inerzia. Non si tratta di fame vera e propria, quella che arriva come un segnale chiaro dal corpo. È un’altra spinta, più sottile, che ha a che fare con il piacere, con l’abitudine, con l’idea stessa di ricompensa. E, soprattutto, con il cervello. È partito da qui uno studio pubblicato su Appetite e condotto dall’Università di East Anglia, nel Regno Unito. La domanda è tanto quotidiana quanto scomoda: perché si continua a desiderare uno snack anche quando si è sazi? Perché, davanti a un dolce o a un pacchetto di patatine, il “no graziediventa così complicato anche dopo un pasto completo?

Perché non resistiamo a snack e dolci (anche da sazi)? La risposta è nel cervello

Perché troviamo sempre spazio per snack e dolci? C’entra il cervello

Cosa succede nel cervello quando lo stomaco è pieno

I ricercatori, guidati dal dottor Thomas Sambrook, hanno provato a osservare il fenomeno direttamente nel cervello. Nei fatti, hanno coinvolto 76 volontari e ne hanno monitorato l’attività cerebrale con l’elettroencefalogramma mentre partecipavano a un gioco

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