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Perché non ci sono animali nelle gare dei Giochi olimpici invernali? I precedenti e la tutela del loro benessere

di Serena Palumbo

Corse con i cani da slitta e «skijoring equestre» hanno fatto la loro comparsa in passato, ma non sono mai stati davvero inseriti nel programma. Ecco perché

Il fuoco arde. I due bracieri sono oramai accesi. I Giochi Olimpici invernali Milano Cortina 2026 sono ufficialmente iniziati. E con essi anche le gare, che già vedono competere atleti provenienti da tutto il mondo. Fino al 22 febbraio verranno assegnate medaglie in 16 diverse discipline – dal biathlon al bob, passando per combinata nordica, hockey su ghiaccio e sci alpino – per un totale di oltre un centinaio di sfide. Tra queste, però, nessuna prevede la presenza di animali

Un’assenza che non sorprende, dato che gli unici sport che li vedono protagonisti sono quelli legati alle discipline equestri (salto a ostacoli, dressage, concorso completo), dove cavalli e cavalieri gareggiano come un’unica unità dal 1912 nei Giochi Olimpici estivi.

Eppure, non è sempre stato così. In passato si sono affacciate sulla scena olimpica anche due attività che prevedevano il coinvolgimento diretto di altri animali in gara. Si tratta della corsa con i cani da slitta (indicata anche con il termine inglese di «sleddog») e dello «skijoring

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