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Perché la frana di Niscemi non si ferma?

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La frana che sta colpendo Niscemi, come spiegavamo qui, non è un evento imprevedibile, ma la conseguenza diretta della natura geologica del versante. L’area poggia su argille plioceniche e marne, materiali che agiscono come una spugna: assorbono l’acqua lentamente ma la trattengono ostinatamente. Questo fenomeno aumenta la pressione interna al terreno, riducendo la sua capacità di restare compatto fino al 70%.

Il risultato? Un movimento lento ma implacabile che trasforma il fango in una minaccia per le fondamenta cittadine.

Cronologia del disastro: dal 16 gennaio a oggi

L’allerta è iniziata a metà gennaio, ma la situazione è precipitata il 25 gennaio, quando un fronte franoso di grandi dimensioni si è riattivato sul margine sud della città. Non si tratta di un semplice smottamento superficiale: la dinamica è quella di uno scivolamento roto-traslazionale. In alto si aprono crepe spaventose, mentre a valle il terreno “spinge” in avanti, compromettendo strade e infrastrutture vitali per la comunità.

Monitoraggio hi-tech: satelliti e università in campo

La scienza è l’unica arma per prevedere le prossime mosse del versante. Nelle prossime ore l’Università di Firenze effettuerà rilievi tecnici sul campo,

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