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Perché i grandi capitali fuggono dall’America: troppa incertezza negli Usa, l’Europa calamita gli investimenti

di Andrea Rinaldi

A gennaio i fondi ed Etf nel Vecchio Continente sono saliti di 42,16 miliardi di euro. Premiati anche i mercati emergenti. «Troppa instabilità nel tech, si cerca più sicurezza nella old economy europea»

Prudenza. È il mantra che si ripete nel mondo dei gestori e che nell’ultimo mese ha portato a un radicale cambiamento nell’allocazione dei capitali tra le due sponde dell’Atlantico, capovolgendo gli outlook di un anno e mezzo fa. A febbraio — certifica la Global Fund Manager Survey di Bank of America — gli investitori hanno aumentato l’esposizione ai settori dell’energia (quasi +30 punti), dei materiali e dei beni di consumo di base (quasi 15 punti) e all’Europa (+10 punti) mentre hanno ridotto quella nei titoli tecnologici statunitensi (-14) e nel dollaro Usa (circa -20). Guardando alle azioni preferite, in testa ci sono i Paesi Emergenti (+50%) seguiti dall’Europa (+40%). Di più, conferma un rapporto Lseg Lipper del 27 gennaio, i flussi totali verso fondi ed Etf nel Vecchio Continente sono saliti di 42,16 miliardi di euro. A spingere la rotazione sono state senza dubbio le turbolenze sui titoli tecnologici e la conseguente incertezza su chi primeggerà nella battaglia per l’intelligenza artificiale.

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