In alta quota, quando la quantità di ossigeno disponibile nell’aria è minore, i globuli rossi possono assorbire glucosio dal sangue, e usarlo per produrre una molecola che li aiuta a ossigenare i tessuti. La scoperta, descritta su Cell Metabolism, è il pezzetto del puzzle che mancava per spiegare un fatto che gli epidemiologi conoscono da tempo, e cioè che chi vive ad altitudini più elevate ha livelli più bassi di glucosio nel sangue, una maggiore capacità di metabolizzare il glucosio e un rischio minore di sviluppare diabete.
Il mistero del glucosio perduto
Nel 2023 gli scienziati dei Gladstone Institutes, un’organizzazione no-profit che si occupa di ricerca biomedica a San Francisco, California, avevano dimostrato che i topi che respirano un’aria carente di ossigeno hanno livelli di glucosio nel sangue molto più bassi del normale. Riuscivano a utilizzare rapidamente il glucosio subito dopo un pasto, anche se, dove finisse quel glucosio, non era affatto chiaro. Anche dopo aver scandagliato con varie tecniche di imaging i principali “sospettati” per l’assorbimento degli zuccheri – ossia muscoli, cervello e fegato – restava ancora da spiegare circa il 70% della scomparsa del glucosio.
Con un’altra tecnica di imaging il team




