di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
La circolare n. 41 cancella di fatto gli esodati: gli assegni di accompagnamento potranno infatti proseguire fino alla nuova decorrenza della pensione. Tutelate anche le uscite già avvenute entro gennaio 2026
Nessuno resterà senza assegno tra la fine dello scivolo e l’inizio della pensione. L’Inps mette nero su bianco una correzione attesa: se i requisiti si allungano, si allungano anche le prestazioni di accompagnamento. Senza interruzioni.
La circolare n. 41 del 3 aprile interviene su un punto delicato del sistema previdenziale, dove pochi mesi possono fare la differenza tra continuità e scopertura. L’adeguamento dei requisiti pensionistici – rivisto dalla normativa recente con un mese in più nel 2027 e 2 mesi in più nel 2028 – rischiava infatti di produrre un effetto imprevisto: lasciare scoperti lavoratori già usciti dal mercato del lavoro attraverso strumenti costruiti su regole precedenti.
Gli esodati
È il caso degli esodati, categoria che negli anni è diventata sinonimo di una frattura tra lavoro e pensione: lavoratori che, arrivati a ridosso dell’uscita, hanno concordato con l’azienda un’uscita anticipata – attraverso scivoli, isopensioni o fondi – ma che, per effetto dell’innalzamento dei requisiti anagrafici o contributivi, si trovano




