
di Andrea Laffranchi
Disponibile dal 22 maggio il 18esimo album solista «The Boys of Dungeon Lane»
L’obiettivo di chi scrive canzoni è renderle universali facendo smarrire a chi ascolta i riferimenti spazio-temporali. Le canzoni di «The Boys of Dungeon Lane», nuovo album di Paul McCartney disponibile da oggi, trovano la stessa universalità anche se la geolocalizzazione del racconto è chiara, siamo a Liverpool a partire dal titolo, così come la collocazione temporale, il Dopoguerra.
Sono quelle memorie in bianco e nero di cui canta in «Days We Left Behind», singolo che qualche settimana ha lanciato l’album. «Penso spesso “scrivi sempre del passato”, ma poi mi chiedo come si possa scrivere di altro. A meno che tu non sia uno scrittore di fantascienza. Quello che ha interessato sempre i grandi romanzieri, poeti e pittori, è qualcosa del passato», ha raccontato Paul.
Dungeon Lane è nella zona dove oggi sorge l’aeroporto di Liverpool e dove, ha ricordato McCartney, «da ragazzino mi allontanavo da casa, da solo, con il mio libricino sugli uccelli». Lì, sulle rive del fiume Mersey, «ho vissuto una fantastica esperienza di birdwatching e un’altra volta un paio di ragazzi mi hanno rapinato».
I ragazzi




