di Dario Di Vico
«Siamo preoccupati, se la guerra continuerà per mesi la situazione per l’industria si fa difficile, si rischia l’effetto domino», dice il presidente di Feralpi e Confindustria Lombardia. E sull’Ilva: «Non conosco Flacks»
«Purtroppo anche la produzione industriale di febbraio avrà il segno meno. Forse non quota -0,6% come in gennaio ma comunque in territorio negativo». Giuseppe Pasini è un industriale dell’acciaio di lungo corso, proprietario del gruppo Feralpi e presidente di Confindustria Lombardia. Alla domanda se i dati sull’andamento dell’economia reale lo preoccupano si spinge ancora più in là e anticipa quanto potrà accadere con la prossima rilevazione Istat.
Ma solo qualche settimana fa, analizzando i dati della Lombardia, lei era parso decisamente più ottimista.
«È vero. Mi basavo su dati precedenti di export, produzione industriale e fatturato che lasciavano intravvedere una ripresa, seppure tenue. Ma con lo scoppio del conflitto in Iran e il suo allargamento al Golfo ogni previsione diventa ardua. Ci si alza la mattina e si rincorre un prezzo del gas che nel frattempo è schizzato di qua e di là. Se la guerra continuerà per mesi, come temo, è chiaro che per il tessuto delle nostre imprese la situazione




