di Alessandra Puato
Il ceo del gruppo: «Sulle scienze della vita il Vecchio Continente resta indietro, ma il Paese ha un’occasione unica per attrarre capitali». I prezzi dei nuovi farmaci? «Devono aumentare»
Pascal Soriot non commenta le nuove politiche sui dazi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump: «Troppo presto», dice. Ma di certo l’amministratore delegato di AstraZeneca, cittadino francese, al timone del gruppo britannico da 14 anni e tra i manager più pagati del Regno Unito (17,7 milioni di sterline la remunerazione complessiva a bilancio nel 2025, +6,6% dai 16,6 milioni del 2024), ha chiaro ciò che vuole per l’Europa: «Più investimenti nelle scienze della vita». Significa prezzi dei nuovi farmaci più alti (mentre gli Stati Uniti spingono big pharma ad abbassarli) e rimborsi più veloci per i medicinali innovativi, o i colossi della farmaceutica si sposteranno su altri Paesi, Cina e Usa in testa. «In questo l’Italia ha un ruolo chiave, investiremo di più se il governo resta stabile e sosterrà la farmaceutica, si è visto un segnale positivo nella Finanziaria 2026», dice il ceo del gruppo che ha chiuso un 2025 da record.
I conti record
Specializzata in oncologia, biofarmaci e malattie rare, 130 mila




