di Daniele Manca
Pensare a un «patto per il futuro» sembra ancora più difficile negli anni delle tensioni geopolitiche. Ma farlo è un dovere, soprattutto verso le nuove generazioni. A Pact4Future, l’evento organizzato da Corriere della Sera e Università Bocconi, tre giorni di incontri e dibattiti
È difficile pensare al futuro. E soprattutto pensare a un «patto per il futuro» mentre la geopolitica con il suo portato di guerre e tragedie ci riporta a un drammatico presente. Eppure è quello che chiedono cittadini, imprese, famiglie. Ed è quello che ci proponiamo di fare nella tre giorni internazionale che inizierà martedì 24 marzo tra la Sala Buzzati del Corriere della Sera e l’Aula Magna dell’Università Bocconi a Milano e in streaming su Corriere.it. Inizieremo come sempre dalle domande piuttosto che dalle certezze. A partire da quella principale su come restituire al Paese una traiettoria credibile di sicurezza e crescita, mentre siamo alle prese con un mondo che ci appare sempre più imprevedibile. Non solo per la revisione globale degli equilibri planetari decisa, va detto, unilateralmente dall’amministrazione americana guidata da Donald Trump.
Cambiamento climatico, istruzione e debiti sulle generazioni future
Nel tempo dell’accelerazione tecnologica e delle transazioni ambientali –




