
di Ilaria Sacchettoni
Parodi: anche noi dobbiamo fare autocritica, la trasparenza è una priorità
Le dimissioni di Cesare Parodi da presidente dell’Anm erano sul tavolo da giorni, ben prima degli exit poll. Rinviate ma, infine, «ineludibili», assicura lui. Motivi personali, spiega. A chi lo descrive come il presidente riluttante di una associazione in difficoltà ribatte con semplicità: «Gravi motivi familiari dietro la mia decisione, presa oltre un mese fa…», senza dettagli su un problema di salute che affligge qualcuno di molto caro. Ma intanto Parodi esce di scena con un 53,7% che è motivo di orgoglio.
Come valuta questo risultato?
«Azzardo un’interpretazione personale: si tratta di una vittoria valoriale. La prova che anche quei cittadini che non conoscono la legge hanno capito i valori dei padri costituenti. In altre parole si è compresa l’importanza della questione giustizia prima ancora che la separazione delle carriere».
Perché lascia allora?
«La mia decisione risale a un mese fa, rinviata per motivi evidenti».
È stato ferito dai toni della campagna elettorale nella quale non le sono state risparmiate critiche?
«Una mi ha ferito più di altre. Sui social sono stato accusato di trascurare il mio lavoro (da procuratore aggiunto




