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Parmigiano Reggiano: più del 20% nasce in montagna, ma non se ne parla abbastanza

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Il Parmigiano Reggiano di montagna rappresenta oggi la più importante Denominazione di origine protetta realizzata in area montana in Italia. Un dato che trova conferma nei numeri diffusi dal Consorzio: oltre il 21,7% della produzione complessiva della Dop proviene infatti dalle zone appenniniche del comprensorio. Nel 2024, gli 84 caseifici di montagna attivi nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna (nella parte di provincia a sinistra del fiume Reno) hanno superato 884.000 forme prodotte, registrando un incremento del +2,6% rispetto al 2023 e del +15,4% rispetto al 2016, anno in cui è stata inaugurata la politica del Consorzio di rilancio e valorizzazione di questa produzione. Parallelamente cresce anche la produzione di latte, che ha oltrepassato le 425.000 tonnellate, conferite da oltre 800 allevatori operanti stabilmente in area montana. Numeri che raccontano una realtà produttiva tutt’altro che marginale, ma anche una filiera che ha saputo reagire a una fase di forte difficoltà strutturale.

Dalla decrescita al rilancio: la svolta dopo il 2014

Per comprendere il valore di questi risultati è necessario guardare indietro. Tra il 2000 e il 2010, le zone di montagna del comprensorio del Parmigiano Reggiano hanno vissuto una fase critica: 60 caseifici

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