di federico thoman
Grande attesa (e preoccupazione) in vista dei negoziati indiretti tra Usa e Iran in terra pachistana. I nodi sul tavolo sono diversi, a partire dallo stretto di Hormuz «bloccato» da Teheran. C’è poi la questione del Libano, dove gli israeliani non vogliono interrompere le operazioni contro Hezbollah che però fanno anche centinaia di vittime civili. Quasi 4.000 chilometri più a Est, intanto, c’è stato un avvenimento da non sottovalutare: il presidente cinese Xi Jinping ha ricevuto Cheng Li-wun, leader del Kuomintang, partito nazionalista cinese a Taiwan oggi all’opposizione sull’isola «ribelle». E al netto di una retorica accomodante, come da felpata prassi cinese, alcune frasi del Grande Timoniere sono apparse veri e propri strali. Contando che tra circa un mese Donald Trump dovrebbe andare a visitare il suo omologo Xi, il tema potrebbe diventare un nuovo fronte caldo. A meno che, in una delle capriole strategiche e diplomatiche a cui ci ha ormai abituati, il leader Usa non voglia «mollare» Taiwan in nome di altri interessi. Uno su tutti: un enorme accordo commerciale con Pechino.
Buona lettura
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