di Angela Cotticelli
Sulla presa in carico del paziente l’Italia registra un grave ritardo. Per colmare il divario i segnali positivi sono un emendamento nella Legge di Bilancio e alcuni strumenti come la survey dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS)
Il Parkinson in Italia riguarda circa 300 mila persone e 600 mila familiari. Per impatto sanitario e sociale, costituisce la seconda patologia neurodegenerativa dopo la demenza. Il suo costo annuo complessivo è di circa 8 miliardi e mezzo di euro.
Il futuro non lascia ben sperare: si stima che entro il 2050 il numero di casi raddoppierà. In occasione della Giornata Mondiale del Parkinson, che si celebra l’11 aprile, l’Istituto Superiore di Sanità e la Confederazione Parkinson Italia hanno organizzato un evento che ha visto anche la partecipazione dell’Associazione Italiana Parkinson e dell’Associazione Italiana Parkinson Giovanile.
Superare le diseguaglianze territoriali
L’Istituto Superiore di Sanità ha coordinato una survey che verrà condotta nei prossimi mesi e i risultati saranno disponibili entro la fine dell’anno. «L’ISS si sta impegnando per poter realizzare l’aggiornamento delle Linee Guida sulla diagnosi e trattamento della malattia di Parkinson che risalgono ormai al 2013 – spiega il presidente dell’ISS, Rocco Bellantone -. Va sottolineato




