
di Rinaldo Frignani
Il Cremlino: lo sport è libero. Abodi e Tajani: non siamo stati consultati. Dopo 4 anni gli atleti di quei Paesi tornano alle competizioni con i loro simboli
Dal 15 febbraio scorso si allenano sulle nevi attorno a Cortina in vista del debutto in gara alle Paralimpiadi. Un momento atteso più degli altri: dopo quattro anni, con bandiera e inno nazionale. Fra loro ci sono i pluricampioni di sci Alexey Bugaev e Varvara Voronchikhin (cinque titoli in due), con Ivan Golubkoval e Anastasia Bagiyanalla (fondo, quest’ultima con la guida Sergey Sinyakin), Dmitry Fadeyev e Philipp Shebbo (snowboard).
A rivelare i nomi degli atleti russi invitati a Milano-Cortina dal Comitato internazionale paralimpico (Ipc) è il ministro dello Sport di Mosca e presidente del Comitato olimpico nazionale Mikhail Degtyarev. Ma in gara dal prossimo 6 marzo ci saranno anche quattro bielorussi, tre uomini e una donna, tutti nello sci di fondo. Come i primi sei, con colori e sigla nazionali ben in evidenza sulle tute. Un ritorno al passato, a prima dell’invasione russa in Ucraina e alla guerra arrivata ormai al quarto anno, con centinaia di migliaia di morti, al centro di un caso internazionale, con




