
di Valerio Cappelli
«Il film si svolge nel ventre dello stadio di Bruxelles, il tema è se si doveva disputare o meno la finale della Coppa dei Campioni».
«Ricordo esattamente quella serata, ero a una festa di compleanno, c’era chi guardava la partita in tv, mio padre si alzò e la spense». Paolo Calabresi aveva 21 anni quando, il 29 maggio 1985, avvenne il massacro per una coppa di calcio. Bruxelles, finale della Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool. La furia degli hooligans inglesi si abbattè sui tifosi bianconeri. Crollò una tribuna, 39 i morti. Bruno Pizzul nel commento televisivo disse: «Non credo sia il caso a questo punto di sottolineare l’evento sotto il profilo sportivo». Alla sua prima Berlinale, l’attore italiano porta Heysel 85 di Teodora Ana Mihai.
Come si sviluppa il film?
«Più che la tragedia in sé, il tema era se si dovesse disputare. Malgrado l’immediata diatriba, ci furono pressioni degli sponsor, la scusa era che per questioni di sicurezza fosse meglio giocare».
Il sindaco di Bruxelles si chiamò fuori dalle responsabilità.
«Era completamente ubriaco, fece Ponzio Pilato. E’ interpretato da Josse De Pauw, grande attore teatrale fiammingo, mentre io




