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Pace in Iran: cosa dicono Pakistan, Teheran e Trump

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di Claudio Del Frate

Islamabad propone un cessate il fuoco di 45 giorni, gli ayatollah chiedono una soluzione permanente, Washington conferma la deadline di domani

La giornata era cominciata con la proposta del Pakistan per una tregua di 45 giorni nel conflitto in Iran; poi è arrivato il rilancio di Teheran che respinge l’armistizio e chiede una soluzione permanente. E subito dopo ecco il verdetto di Trump secondo il quale la mossa iraniana  è «significativa ma non sufficiente».  Ecco dunque le carte messe sul tavolo per far tacere le armi in Iran, fermo restante che Washington mantiene ferma la deadline di domani, martedì.

* LA PROPOSTA DEL PAKISTAN  – Il Pakistan, al lavoro con Egitto e Turchia, ha preparato un piano in due fasi  che prevede un «cessate-il-fuoco» di 45 giorni durante il quale trattare un accordo di pace vero e proprio. Tra gli obiettivi della proposta cruciale è la riapertura dello stretto di Hormuz «entro 15-20 giorni» e la garanzia che l’uranio arricchito non verrà usato per fabbricare ordigni bellici. 

* LA REPLICA DELL’IRAN – Il regime degli ayatollah ha immediatamente detto no alla proposta giunta da Islamabad, ritenendo che la tregua favorisca solo Usa e

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