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Ovazioni dei suoi e uscite in romanesco, Meloni in Parlamento «lancia» la campagna elettorale. «Ragà, è ancora lunga»

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di Fabrizio Roncone

Toni da corsa alle urne anche tra gli avversari. E Bonelli è durissimo

Sulla piazza di Montecitorio l’aria è ancora frizzante, un caffè veloce in via degli Uffici del Vicario e poi subito dentro, ci si ritrova tutti nel corridoio che conduce in Transatlantico. I cronisti lavorano e vivono in compagnia, amici e sospettosi anche adesso mentre si va a vedere Giorgia Meloni come sta di umore, se è ancora la Meloni che conosciamo, a sentire cosa dirà di tutto quello che le è successo e ha fatto succedere in queste settimane lunghe e tremende in cui è un po’ scomparsa.

Perché non c’è stata solo la batosta, e che batosta, del referendum. Ci sono state le conseguenze immediate, le dimissioni del tragico terzetto governativo (composto dalla ministra Daniela Santanchè, dalla capo di gabinetto del ministro Nordio, Giusi Bartolozzi, e da Andrea Delmastro, il sottosegretario alla Giustizia che in pubblico faceva quello puntuto e severo e intanto era in società con gente legata al clan camorrista dei Senese). 

La tarantella è quindi proseguita con voci di rimpasti e, addirittura, con seducenti ipotesi di elezione anticipate. Tra retroscena e sondaggi (Fratelli d’Italia, per

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