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Otto Rehhagel e il capolavoro della Grecia operaia

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Chiamato per rianimare una nazionale che non aveva mai vinto una partita in una grande manifestazione, il tecnico tedesco creò un gruppo di cemento, odiato da tutti ma invincibile. E trionfò ad Euro 2004, contro ogni pronostico

I greci il calcio l’avevano sempre amato. Ma erano convinti di non essere abbastanza bravi. Agli Europei si erano qualificati una volta sola, nel 1980. E nel 1994 erano andati ai Mondiali americani, ma erano tornati a casa senza aver vinto neanche una partita. Nessuno si era meravigliato: la Grecia non aveva mai vinto neanche una volta in un grande torneo internazionale. Anzi. Non aveva neppure mai segnato un gol. Per cambiare questa mentalità rassegnata, dissero proprio così, quelli della federazione greca decisero di andare a prendere un esperto allenatore tedesco famoso per la tattica e soprattutto per la sua intransigenza. Aveva fatto una specie di magia con il Kaiserslautern: lo aveva preso che era appena retrocesso, lo aveva portato a risalire in Bundesliga immediatamente e l’anno dopo – nel ‘98 – a vincere il campionato da squadra neopromossa. Nel calcio tedesco una cosa del genere non si era mai vista. Lui si chiamava Otto Rehhagel, non sapeva niente della Grecia e non

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